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Disturbi del Linguaggio

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La difficoltà o il disturbo specifico del linguaggio (DSL) è una condizione nel bambino di età prescolare. Si tratta di manifestazioni cliniche molto variegate, in cui le difficoltà possono riguardare una o più componenti linguistiche (ad esempio la fonologia, il lessico, la morfosintassi, la pragmatica ecc.) in comprensione e/o in produzione.

L’acquisizione del linguaggio è caratterizzata da una notevole variabilità interindividuale, tuttavia esistono delle tappe di sviluppo fondamentale:

 

  • Verso i 6 mesi vi è la comparsa della lallazione (ad esempio MA-MA-MA-MA e, a seguire, TA-TA-MA-NA);
  • verso i 12 mesi vi è la comparsa delle prime parole;
  • verso i 24 mesi vi è la combinazione di due parole;
  • verso i 30 mesi vi è la reale esplosione del linguaggio e il bambino inizia a produrre frasi di tre o più elementi.

 

Per la comparsa delle prime parole e frasi, il bambino non mette in atto solo competenze neurobiologiche, ma deve dimostrare anche una solida base in termini di autonomia emotiva. Per lo sviluppo del linguaggio sono altresì necessari i cosiddetti “antecedenti cognitivi”, quali: il saper richiamare l’attenzione, l’indicare, il mantenere il focus attentivo su un oggetto e una persona contemporaneamente e la capacità di rispettare l’alternanza comunicativa. È inoltre fondamentale che il bambino sia messo nella condizione di avere qualcosa da dire o da richiedere.

I 36 mesi rappresentano l’età di confine tra il semplice ritardo di linguaggio e il disturbo di linguaggio più conclamato. In quest’ultimo caso, si raccomanda la presa in carico del bambino da parte di un’equipe interdisciplinare: il nostro studio di psicologia e logopedia a Trento può formulare diversificate proposte per incrementare lo sviluppo linguistico e psicomotorio del piccolo paziente.

 

Nel nostro studio di psicologia e logopedia:

Il logopedista:

 

  • valuta, attraverso la somministrazione di specifici test, le competenze linguistiche acquisite dal bambino, collaborando all’elaborazione e alla stesura della diagnosi;
  • progetta e propone un piano di trattamento modellato ad hoc sulle specifiche caratteristiche del bambino, favorendo e promuovendo lo sviluppo delle componenti linguistiche compromesse;
  • coinvolge attivamente i genitori del bambino con difficoltà di linguaggio, offrendo suggerimenti e indicazioni pratiche da riprodurre e attivare anche in ambiente familiare;
  • interagisce e collabora con la Scuola dell’Infanzia, fornendo consigli volti ad incoraggiare la crescita linguistica del piccolo paziente.

Lo psicomotricista:

 

  • valuta, attraverso l’esame psicomotorio, le competenze globali del bambino e la coerenza o meno tra loro;
  • propone un percorso psicomotorio che favorisce l’avanzamento e il consolidamento delle capacità corporee e comunicative del bambino;
  • segue la famiglia e la scuola in un’ottica educativa e psicomotoria, per sostenere il benessere del bambino nel suo ambiente di vita.